domenica 3 agosto 2014

L’ambiente familiare e la fanciullezza di Ganhdi

GANDHI di Giorgio Borsa
2.L’ambiente familiare e la fanciullezza di Ganhdi
Mohandas Karamchand Ganhdi nasce il 02/10/1969 a Portbandar.
Pur essendo questo piccolo stato sotto la protezione inglese, manteneva, come anche gli altri piccoli stati sotto il principato del Kathiawar, gli usi della tradizione indiana, in quanto gli abitanti avevano evitato la contaminazione culturale dell’occidente.
E seppure la famiglia Gahndi, nelle ultime generazioni, avesse ricoperto spesso la carica di primi ministri nei vari stati del Kathiawar, essi appartavano, originariamente, al gruppo catastale vaicya, dediti per lo più al commercio e all’agricoltura.
La madre di Mohandas era la quarta moglie di Kaba Gahndi, era molto religiosa e si dedicava spesso a pratiche ascetiche. Nella loro casa, si seguiva la religione indù con contaminazioni jianie. Il Jianismo insegna una morale austera, che ricorda quella degli stoici. Seppure entrambe le dottrine (Stoicismo e Jianismo) ammettessero il suicidio come mezzo per liberarsi dalle leggi ferree della vita, nel Jianismo tale gesto è comunque considerata come estrema ratio, in quanto liberarsi da un’esistenza non significa liberarsi dal ciclo delle esistenze (samsâra). Per uscire da tale ciclo, per non rinascere, bisogna che il karma maturi e arrivi al suo fine, consumandosi nell’ascesi, ovvero evitare azioni che provochino nuovo afflusso karmico.
Ad ogni modo, tolto ogni estremismo (infatti non condiviso da molti praticanti), il Jianismo resta una dottrina di rinuncia e di sacrificio, che insegna che le azioni dell’uomo decidono il suo destino.
Il giovane Mohandas venne quindi allevato in un’atmosfera di grande religiosità, nel culto della verità, della sincerità e della lealtà.
La sincerità, soprattutto, è considerata in India come una virtù cardine, la cui esaltazione si ritrova nelle produzioni teatrali locali.
Mohandas, da piccoli, rimase particolarmente colpito da una rappresentazione teatrale della leggenda di Harrîccandra, un giovane eroe che affronta le prove più terribili per non venire meno alla norma autoimposta di dire sempre la verità.
Altro aspetto fondamentale dell’Jianismo e il grande rispetto per la vita: la nutrizione tramite carne è considerata sbagliata, infatti gli europei venivano definiti “mangiatori di carogne”.

Mohandas era uno studente come tanti, che non brillava in particolare materie. Non imparò il sanscritto e, di questo, anni dopo diede la colpa al sistema scolastico, troppo incentrato sullo studio della lingua inglese.
A 13 anni fu sposato dalla sua famiglia ad una sua coetanea, Kasturbai. Nell’età adulta, Mohandas avrebbe criticato questi matrimoni combinati e l’età precoce in cui venivano suggellati, ammettendo di essere stato “un piccolo despota” , condotto dai desideri carnali, dalla gelosia e dalla possessione. Egli critica anche il matrimonio tra caste, frutto di interessi materiali.
Il periodo del matrimonio è fonte, per Mohandas, di grandi incertezze e della voglia di sperimentare: Commette qualche furtarello nei confronti del fratello, vuole assaggiare la carne, sperimenta l’ateismo ed, infine, stanco di tutto e tutti, medita il suicidio, senza però arrivare a un vero tentativo.
Si libera dei suoi tormenti confessandosi, con una lettera scritta al padre. Questi, solitamente severissimo, pianse in silenzio e lo perdonò. Da lui, quindi, Mohandas riceve la prima lezione di ahimsâ (bontà, amore per tutte le creature, lett: non –violenza).
Terminato il liceo, Mohandas provò a frequentare l’università di Ahmebad, ma la preparazione insufficiente non gli permise di seguire gli studi con successo. Nel frattempo suo padre venne a mancare. La madre, appoggi ondosi al consiglio di un brahmano (membro di casta sacerdotale), amico di famiglia, lo mandò a studiare in Inghilterra, per divenire avvocato.
La madre era dapprima reticente di togliere Mohandas dal suo tessuto culturale, per paura della promiscuità, della mancanza di una cultura dietetica adatta alla tradizione, ma poi si convinse a dare la sua benedizione, in quanto convinta che gli studi in Europa avrebbero consentito a Mohandas di succedere al padre come Primo Ministro (Diwan).


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