venerdì 3 giugno 2011

Il Bagatto

Gli Arcani maggiori dei Tarocchi secondo Oswald Wirth
2) IL BAGATTO
Essendo il Bagatto la prima carta degli Arcani maggiori, il numero 1 della serie dei Tarocchi, è quindi anche il numero della Causa Prima.
Il Bagatto, nell’asse dei Tarocchi, rientra nel gruppo dell’Attività e nel sottogruppo dello Studio-Teoria-Preparazione. Ha quindi un principio Attivo che si basa sullo Studio (prima della messa in pratica).

Il primo Arcano maggiore dei Tarocchi è rappresentato da un giocoliere, un prestigiatore, scelta che può sembrare strana. Nel suo “Mondo primitivo”, Court de Gebelin afferma che la scelta di questo personaggio è puramente filosofica: Il turbine universale delle cose ci impedisce di percepire la realtà e, poiché l’universo visibile è soltanto magia e prestigio, il suo creatore è quindi il prestigiatore per eccellenza.

Seguendo il filo logico dei ragionamenti di cui sopra, il Bagatto corrisponde ad ogni principio di attività. Se rapportiamo il principio di attività all’universo, troveremo il simbolismo tra il Bagatto e Dio, colui che attivamente crea l’universo, l’ispiratore di tutto ciò che si compie nel cosmo.
Nell’essere umano, quindi, il Bagatto è il fulcro dell’iniziativa individuale, centro della volontà, l’Io chiamato a creare la nostra singolare personalità. Quindi l’uomo crea se stesso come unica personalità, un atto di auto creazione di sé.

Il giocoliere è un giovanotto svelto e agile, incapace di stare fermo, che ammalia gli spettatori giocando con la sua bacchetta. Lo sguardo è intelligente, adornato da lunghe ciglia che accentuano lo splendore degli occhi. Ha un sorriso, ma poco aperto, a dimostrare che è un personaggio pieno di finezza e poco disposto a confidare il proprio pensiero.
Egli tiene le gambe ad angolo retto, le quali formano una squadra con il tulipano chiuso sotto i suoi piedi. Il tulipano apparirà ancora negli arcani successivi: più aperto davanti all’Imperatore (Arcano IV), inclinato accanto alla Temperanza (Arcano XIV), nuovamente vivace davanti al Matto (Arcano XXII). Il tulipano chiuso è quindi simbolo che il Bagatto rappresenta l’inizio di un percorso, di una fioritura.
Inoltre con l’inclinazione delle braccia e del torace, il giocoliere traccia la lettera Aleph dell’ebraico quadrato, di cui è la prima lettera, simbolo che riroviamo in basso a destra, nella descrizione dell’Arcano. L’Aleph conduce alla figura Orione, alla cui costellazione si accosta, quindi, il primo Arcano maggiore.

Il cappello che indossa è un 8 coricato che ricorda il simbolo dell’infinito (tale simbolo lo ritroviamo nell’acconciatura del XI arcano, la Forza). Wirth accosta il cappello ad un’aureola orizzontale costituita dalle emanazioni attive del cervello. E mentre rappresenta l’infinto dentro i suoi limiti, l’aureola limita, con i confini del suo simbolo, il cielo mentale in ciò che è accessibile.

L’abito del giocoliere è multicolore, ma vi predomina il rosso, colore dell’attività.

Il Bagatto è ritto davanti a una tavola di cui sono visibili unicamente tre gambe. Queste gambe potrebbero rappresentare Zolfo, Sale e Mercurio, poiché sono le tre colonne del mondo oggettivo. Su questa piattaforma di oggettività sono posati tre oggetti: una coppa d’argento, una spada d’acciaio e un siclo d’oro. È logico accostare quest’ultimo al denaro. E proprio su questo siclo il Bagatto punta l’indice della mano destra, a concentrarvi la sua emanazione personale attiva. Ma il Bagatto sa che questo amuleto non possederà tutta la sua virtù senza una bacchetta magica che riversi su esso gli effluvi tratti dall’ambiente, per questo tiene la bacchetta nella sua mano destra, puntando verso il siclo, in modo che il fuoco del cielo venga proiettato sul siclo per magnetizzarlo occultamente. La bacchetta completa il quaternario degli strumenti del mago, correlativi ad altrettanti verbi che possono essere assunti come linee guida del percorso iniziatico e ai quattro elementi:
Coppa (Sapere - Acqua)
Spada (Osare - Aria)
Siclo/Denaro (Tacere - Terra)
Bacchetta/Bastone (Volere - Fuoco)
Seguiamo a fondo questo simbolismo, prendendo come spunto gli elementi e il premio che l’iniziato riceve vincendoli:
La vittoria conseguita sulla Terra conferisce il Denaro, ovvero il punto d’appoggio concreto per ogni azione.
Affrontando l’Aria con audacia, il cavaliere della Verità ottiene d’esser armato di Spada, simbolo del Verbo, capace di mettere in fuga i fantasmi dell’errore.
Trionfando sull’Acqua si conquista la Coppa, simboleggiante il Santo Graal, dalla quale si beve la Sagezza.
Sconfitto il Fuoco si ottiene il Bastone, scettro del re che governa usando la propria volontà unita al supremo Volere.


INTERPRETAZIONI DIVINATORIE:
L’inizio di tutte le cose (Causa Prima, Unità-Principio)
Soggetto pensante unico e universale che si riflette nell’Io di tutte le creature intelligenti
Iniziativa
Spontaneità d’intelligenza
Padronanza di sé
Autonomia, rifiuto di ogni suggestione estranea e emancipazione da ogni pregiudizio
Destrezza, abilità
Finezza diplomatica
Capacità persuasiva
Avvocato
Astuzia, furberia
Agitazione
Assenza di scrupoli, arrivista
Mentitore
Truffatore, ciarlatano, sfruttatore della credulità umana
Influenza di Mercurio (in astrologia, Mercurio rappresenta l'intelligenza, l'astuzia, l'eloquenza, la rapidità nell'agire. Esercita la sua influenza soprattutto nel campo commerciale, letterario e scientifico)

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