lunedì 11 aprile 2011

“Si sta facendo sempre più tardi” di Antonio Tabucchi

Non cercate di dare un senso a questo libro. Non cercate di collegare i vari capitoli tra di loro. E, soprattutto, prendetevi un attimo di respiro, anche solo un paio d’ore, tra un capitolo e l’altro.

Questo è un romanzo composto da lettere, lettere che forse non sono mai state scritte. E come tutte le lettere descrivono sensazioni e emozioni, non tentano di accattivare il lettore, non tentano di spiegare quello che ha portato alla stesura della lettera. Gli autori di queste lettere parlano ed esprimono, semplicemente. E tutti indirizzano i loro scritti a una donna amata. E così ogni “pseudo-capitolo” di questo romanzo inizierà con un’intestazione.
Si inizia con un “Mia cara,”, passando per “Madame, mia cara amica”, ma anche con un semplice “Amore mio”, contrasto da “Eran rapiti i sensi, mia donna gentile”. E c’è poi il mio favorito: “Mia amatissima Emoglobina”.
E anche se gli autori non parlano di loro (di nessuno scopriremo il nome), danno invece molti indizi sulla loro vita, sui loro successi, i loro fallimenti, le loro peculiarità.

Di certo non è un libro di facile lettura, non un romanzo da “tre pagine prima di andare a dormire”, seppure molti capitoli siano, effettivamente, della durata di pochissime pagine. Sommerso da un fiume di parole ed emozioni, il lettore si deve far trascinare dalla corrente, altrimenti andrà a sbattere contro gli scogli della razionalità ed il viaggio che ha deciso di intraprendere avrà una brusca e poco piacevole fine.


Mauro Biancaniello


Stiamo parlando di “Si sta facendo sempre più tardi” di Antonio Tabucchi – edito da Feltrinelli nella collana “Universale Economica Feltrinelli”

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