Visualizzazione post con etichetta Emily Dickinson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emily Dickinson. Mostra tutti i post

domenica 9 giugno 2013

"Non era che un pallone"

700

Avete mai visto i palloni salire?

Così maestosi s’innalzano
come quando dei cigni vi disdegnano
a fulgidi doveri richiamati.

Il loro piede alato s’avventura
sopra un lucente mare –
disprezzan l’aria come fosse troppo
comune per sì nobili creature.

I nastri, già scomparsi dalla vita.
si agitano un po’ per respirare
e di sotto la folla applaude ancora
ma non vuole vedere quella fine.

La dorata creatura vibra, ruota,
s’aggroviglia frenetica ad un albero,
ecco strappa le sue funi regali
e precipita in mare.

La folla si ritira con un grido –
la polvere fa massa nelle strade –
e dall’ufficio l’impiegato osserva:
“Non era che un pallone.”


Emily Dickinson

martedì 11 dicembre 2012

699

Il Giudice assomiglia alla civetta –
sentivo che diceva mio fratello –
ed essa nelle querce prende alloggio –
Così ti dico, c’è una soglia d’ambra

che s’allunga sospesa sul mio prato –
per andare al granaio –
se può servirti per abitazione
non sarà stata invano

Quanto al prezzo d’affitto, è poca cosa
ciò che chiedo – un concerto
a mezzanotte. Sia la civetta a scegliere
il suo refrain preferito.


Emily Dickinson

venerdì 31 agosto 2012

"una coppa di miele"


La minima ape che mesce
una coppa di miele
moltiplica l’estate–
nel suo piccolo lieta di arricchire
la quantità dell’Ambra


Emily Dickinson

martedì 21 febbraio 2012

"una vitale parentela tra l'anima nostra e altrui"

Sentirsi addolorati per la morte
di chi mai conoscemmo
suggella una vitale parentela
fra l'anima nostra e l'altrui

Per un estraneo non si veste il lutto -
Ci sono amici immortali
che la Morte vede prima -
È una notizia che ci paralizza

Vivi soltanto nel nostro pensiero -
conseguono sicura identità
nel morire - ed è come se le nostre
anime si celassero d'un tratto.

Emily Dickinson

martedì 6 dicembre 2011

"non così il mio respiro"

Tre volte ci lasciammo il mio respiro ed io –
e per tre volte egli non volle andarsene
ma riagitò il ventaglio senza vita
che le acque insistevano a fermare.

Tre volte i flutti in alto mi lanciarono
per riafferrarmi poi come una palla –
poi sul mio volto azzurri segni impressero
e una vela respinsero lontano –

la vidi dileguarsi – e fu una gioia –
poiché pensavo quanto bello fosse –
mentre morivo – osservare qualcosa
dotato ancora di fattezze umane –

Le onde s’assopirono – non così il mio respiro –
Come bambini i venti intonarono canti di culla –
Il Sole che sorgeva baciò la mia Crisalide
ed io mi alzai – per vivere.


Emily Dickinson

martedì 9 marzo 2010

Poesie - 546

Per chiudere una falla
devi inserirvi ciò che la produsse –
Se con qualcosa d’altro vuoi richiuderla
ti si spalancherà sempre più grande –
Non puoi colmare un Abisso
con l’Aria

Emily Dickinson

sabato 30 gennaio 2010

"I Martiri Poeti"

I Martiri Poeti non dissero a parole –
ma scrissero la loro pena in sillabe –
così che, spentosi il loro nome mortale –
sia di conforto ad alcuno il loro fato mortale –

I Martiri Pittori mai parlarono –
ma trasmisero all’opera se stessi –
si che quando le dita consapevoli si fermarono per sempre –
alcuno cerca proprio nell’Arte l’Arte della Pace.

Emily Dickinson

domenica 20 settembre 2009

"Sarebbe divertente essere un secolo"

Sarebbe divertente essere un secolo
e vedere la gente sfilar via –
credo che morirei dall’allegria

ma certo io non sono seria come lui.


Mantiene i suoi segreti, è assai fidato –
se li svelasse, quanti dispiaceri
darebbe al nostro timido globo,
che è così schivo di pubblicità.

Emily Dickinson