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domenica 9 marzo 2014

My comics world - Il mio mondo a fumetti

Dopo anni, anni e anni di raccogliere (e leggere fumetti), ho dovuto operare una scelta (cause forze maggiori) e tenere solo una selezione delle decine di migliaia di fumetti accumulati sin dal 1980.

E' stato un momento per rivalutarli tutti e chiedermi:
"Che cosa vorrò salvare? Quali sono i fumetti che un giorno vorrei leggesse mia/o figlia/o?"

Ed allora ho pensato di condividere con il mondo le mie scelte, spiegandone le motivazioni.
Le troverete di seguito, con i relativi link alle mie recensioni e suggestioni su quelli che considero "soggettivi capolavori". Ci saranno delle volte che non indico il disegnatore, sono i casi in cui lo scrittore ha collaborato con così tanti disegnatori che resta evidente che questa creazione sia "una cosa principalmente sua"

Quindi, ora, più che mai,,, buona lettura!!!

PS: per chi temesse che il morbo del fumetto mi abbia abbandonato, sappia che si stanno accumulando migliaia di fumetti sul mio tablet. Ma di questi, forse, ne parleremo un'altra volta.

Mauro Biancaniello

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FUMETTI USA



domenica 16 febbraio 2014

GLORY di Joe Keatinge

BENVENUTI!
Di seguito troverete una delle recensioni legate de "Il mio mondo a fumetti", ovvero le poche centinaia di fumetti cartacei che mi sono rimasti in casa dopo 34 anni di letture. Io li chiamo "soggettivi capolavori" e vi troverete
  • Descrizione sugli autori e gli editori
  • Perché l'ho scelto come "soggettivo capolavoro"
  • La mia recensione
Seguendo questo link potrete trovare altre gemme, a volte nascoste, del panorama del fumetto.

Buona lettura!
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GLORY di Joe Keatinge

Scrittore: Joe Keatinge
Disegnatori: Ross Campbell e numerosi artisti talentuosi
Casa editrice originale: Image Comics
Casa editrice edizione italiana: Purtroppo nessuno ha sinora pubblicato questo splendido fumetto

Perché è un "soggettivo capolavoro"
Principalmente perché Keatinge ha preso un personaggio che non risultava minimamente interessante e l'ha stravolto. E, tanto che c'era, ha anche stravolto l'idea stessa di "fumetto di super-eroi", ovvero senza dare una chiara definizione di "chi è bravo e chi è cattivo", creando un personaggio bisessuale credibile e altre fantastiche invenzioni.
Keatinge parte dall'abusata idea del figlio (in questo caso la figlia) che si ribella al ruolo che qualcuno ha scelto per lui e la inserisce in un contesto che mischia science-fiction con il fumetto supereroistico.
Fantastico nelle scene di riflessioni, realisticamente cruento in quelle di lotte, è un fumetto che non ha difetto, inoltre ha il gran pregio di concludersi in 12 episodi, caso raro per l'industria statunitense.

Recensione




A volte il coraggio premia.
È stato questo il caso con il superbo lavoro fatto da Joe Keatinge con un personaggio oscuro quale era "Glory", personaggio degli anni '90 creato dal discusso Rob Liefeld, il quale aveva l'unico pregio di avere un'ottava di reggiseno. Non scherzo: di questa palese copia di Wonder Woman si capiva subito che non era un personaggio destinato a durare. Poi la prima trasformazione, nel bellissimo ripensamento del maestro Alan Moore durante il suo ciclo di Supreme, in cui la nostra eroina era uno dei (numerosi) personaggi di contorno. E dopo questo ciclo, Glory scompare nel limbo del fumetto, senza nessuno che ci mettesse mano (e senza che noi lettori ne sentissimo la mancanza).
Poi arriva Joe Keatinge, il quale crea una storia lunga 12 numeri (già, di per sé, un fatto inusuale per il genere supereroistico, abituato a serie della durata infinta.
E le differenze si vedono in modo evidente:
Pin-Up di Rob Liefeld (Anni '90)
Copertina dell'ultimo numero di Glory

Bastano queste due immagini a mostrare la grande differenza, anche solo da un punto di vista di impostazione mentale, che Keatinge ha voluto dare al personaggio:
Non più una figlia di dèi, Glory diviene una figlia di due culture aliene millenarie, che alla gloria eterna di essere la conduttrice di due popoli, sceglie di vivere tra gli esseri umani.
E se nei primi numeri, tra visioni del futuro, il lettore si aspetta che la trama verterà sullo scontro tra Glory e suo padre, tutto cambia dal 7° numero, spiazzando il lettore, che, nel frattempo, si era  abituato a un'ottima storia, a dialoghi essenziali ma rivelatori e a un'ottima costruzione dei personaggi, ma ora, pur vedendo ancora più migliorare TUTTI questi elementi, si ritrova davanti pagine di azione che subito cambiano tono andando nel riflessivo. Anche in questo caso vale la pena spiegarsi con delle immagini:















La violenza, in Glory, viene mostrata in tutta la sua crudeltà: se vi è tanto sangue è proprio, credo, per mostrare che, quando si combatte non si può restare lindi.
E infatti Glory, da pupattola dai lineamenti perfetti e abbronzati, è divenuta un gigante dalla pelle albina, piena di cicatrici.
A mostrare che la guerra non è solo Gloria.
A mostrare che la guerra è combattuta da persone, che non vi è ragione e non vi è torto.

Un fumetto, come detto, con una storia abbastanza breve, disegni all'avanguardia e uno scrittore maledettamente giovane che qui, forse, compie il primo passo per divenire una di quelle persone che potranno far evolvere i supereroi e i comics in originale.


Mauro Biancaniello
Stiamo parlando di GLORY n° dal 23 al 34, pubblicati negli USA dalla Image Comics e raccolto in due volumi: GLORY VOL. 1: The once and future destroyer - GLORY VOL. 2: War Torn
Ad oggi, 16.02.14, purtroppo non è prevista una pubblicazione in Italia

venerdì 30 novembre 2012

Hulk spacca gli Avengers!

BENVENUTI!
Di seguito troverete una delle recensioni legate de "Il mio mondo a fumetti", ovvero le poche centinaia di fumetti cartacei che mi sono rimasti in casa dopo 34 anni di letture. Io li chiamo "soggettivi capolavori" e vi troverete
  • Descrizione sugli autori e gli editori
  • Perché l'ho scelto come "soggettivo capolavoro"
  • La mia recensione
Seguendo questo link potrete trovare altre gemme, a volte nascoste, del panorama del fumetto.

Buona lettura!
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HULK SPACCA GLI AVENGERS

Scrittori:
Tom DeFalco e Ron Frenz (Capitolo 1)
Joe Casey (Capitolo 2)
Roger Stern (Capitolo 3)
Jim McCann (Capitolo 4)
Fred Van Lente (Capitolo 5)

Disegnatori:
Ron Frenz (Capitolo 1)
Max Fiumara (Capitolo 2)
Karl Moline (Capitolo 3)
Augustin Padilla (Capitolo 4)
Michael Avon Oeming (Capitolo 5)

Casa editrice originale: Marvel Comics
Casa editrice edizione italiana: Panini Comics

Perché è un "soggettivo capolavoro"
Perché leggendo queste centinaia di pagina vengo riportato, episodio dopo episodio, ai miei primi 30 anni di vita. Certo, ho fatto anche altro, ma dentro c'erano anche le storie di Hulk.
Perché ci sono 5 persone diverse che scrivono, ognuno di loro descrive Hulk e il suo rapporto con gli Avengers a modo suo, eppure esce fuori un racconto organico, che ripercorre un rapporto conflittuale che dura da anni.
Il fatto che sia una storia che dura 5 capitoli, ognuno con un inizio e una fine distinto,
Ma anche perché non è scritto da superstar del fumetto, ma da cinque autori che hanno saputo dare molte storie valide al mondo del fumetto. Una dimostrazione che anche gli "artigiani" possono creare un ottimo fumetto d'intrattenimento, in cui ci sono botte da orbi, ma anche dialoghi e introspezione.

Recensione

I fumetti, negli ultimi 30 anni, sono stati capaci di offrirci dei veri capolavori, di scrivere (e disegnare) storie che fanno riflettere o che portano l'arte grafica ad esprimersi nelle sue forme più alte.
Ma non ci sono solo i capolavori: ci sono anche quelle storie perfettamente godibili, magari che durano lo spazio di poco più di 100 pagine. Letture leggere che rilassano il lettore, che gli fanno finire l'albo con la consapevolezza di aver letto qualcosa di bello. Che magari non citerà come esempio di come deve essere il fumetto perfetto, ma che sarà l'albo che, quando li capiterà in mano, tornerà a sfogliare volentieri per passare qualche minuto di relax.

"Hulk spacca gli Avengers!" ne è il perfetto esempio.

Un volume scritto da 5 autori diversi, di cui 3 sono considerati degli "artigiani" dei comics, ovvero il prototipo dello sceneggiatore solido, capace di darti un buon fumetto, ma che non hanno mai scritti capolavori.
Sono Tom De Falco, Roger Stern, Fred Van Lente.
A loro si aggiungono il geniale Joe Casey e la promessa Jim McCann.
5 scrittori per narrare, ognuno nel suo stile, i diversi scontri che Hulk ha avuto, negli anni, con gli Avengers.
5 storie autoconclusive che formano una breve antologia senza un fil rouge preciso, se non quello di presentare il rapporto del furioso Hulk con "i più potenti eroi della terra".

Non è un volume che resterà nella storia dei comics e, ovviamente, il livello cambia notevolmente a dipendenza dello sceneggiatore, ma è un albo che ha un'ottimo livello medio, un modo perfetto per portare nuovi lettori a conoscere la storia di Hulk e, ai vecchietti come il sottoscritto, a ricordarsi di letture vecchie di decenni.

E sono sicuro che quando mi ricapiterà in mano tra un po', mi farò con calma un caffé, sorseggiandolo con calma, immerso nella lettura, con un sorriso rilassato sul viso.


Mauro Biancaniello

sabato 18 agosto 2012

JLA: Incarnazioni

BENVENUTI!
Di seguito troverete una delle recensioni legate de "Il mio mondo a fumetti", ovvero le poche centinaia di fumetti cartacei che mi sono rimasti in casa dopo 34 anni di letture. Io li chiamo "soggettivi capolavori" e vi troverete
  • Descrizione sugli autori e gli editori
  • Perché l'ho scelto come "soggettivo capolavoro"
  • La mia recensione
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Buona lettura!
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JLA: INCARNAZIONI

Scrittore: John Ostrander
Disegnatore: Val Semeiks

Casa Editrice originale: DC Comics
Casa Editrice italiana: Planeta DeAgostini

Perché è un "soggettivo capolavoro"
Diciamolo subito: Il volenteroso Val Semeiks, seppure abbia fatto degli ottimi Lobo e Demon negli anni '90, mostra, ora, le sue pecche come disegnatore accattivante. Tuttavia lo storytelling resta impeccabile, e permette al bravissimo John Ostrander di passare dall'azione pura all'introspezione.
Una storia che, in capitoli, ripercorre tappa dopo tappa la storia della Justice League, la quale conosco solo dal 1985 in avanti. Seppure l'intreccio sia valido, quello che mi porta a rileggere sempre e volentieri questo volumone di 285 pagine è il fatto di poterlo assaporare con calma, capitolo dopo capitolo, una lunga storia che parla di uomini a cui la sorte ha regalato poteri straordinari, ma che, in rapporto con altri esseri straordinari, sono costretti a confrontarsi e migliorarsi.
Un'opera basata sui personaggi, un dono ai lettori che ne vogliono rileggere gli aspetti fondamentali.

Recensione
Vi sono storie in cui lo scrittore riversa tutto il suo amore per i personaggi, mettendosi in un cantuccio, lasciando a loro la luce della ribalta.
Altri scrittori, invece, avendo in mano icone come Batman o Superman li piegano ai loro scopi per uscire sotto i riflettori.
John Ostrander rientra decisamente sotto la prima categoria. Con l'incarico di illustrare la storia, lunga 4 decenni, della Justice League, Ostrander si è messo umilmente a disposizione.
La Justice League, mica un gruppetto da niente.
E con una serie di pochi numeri, senza troppe pagine a disposizione per poter soffermarsi su tutto.
Ostrander ha operato una scelta: per ogni periodo, pur tenendo in mente il gruppo intero, si è concentrato su un solo personaggio.
Il risultato è un fumetto che va oltre l'intrattenimento, che però non ambisce a divenire un capolavoro o una tappa fondamentale di una delle storie fumettistiche più importanti negli Stati Uniti. È, invece, un lungo backstage, un "dietro alle quinte" perfettamente realizzato: introspezione mischiata ad azione, conflitti mischiati a sentimenti.

John Ostrander firma, a mio avviso, la sua migliore miniserie di sempre. Se in passato ha creato due serie capolavoro (Lo Spettro e Martian Manhunter), le storie che ha scritto della durata di pochi episodi erano, seppur molto godibili, opere di modesto artigianato.
Qui, invece, vi è un Ostrander dai dialoghi fantastici, capace di dimostrare al lettore tutto l'affetto per un gruppo di eroi che ha segnato (e continua a segnare) il passo al fumetto americano.

E poco importa se l'albo ha qualche anno, se è inserito in una continuity che, ormai, non è più usata: resta uno splendido esempio di un semplice ma gustosissimo fumetto, qualcosa di più di un omaggio, ovvero una storia che riesce ad arrichire un'altra storia.


Mauro Biancaniello