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lunedì 14 novembre 2011

Il circo dei dannati, di Laurell K. Hamilton

Anita non fa un lavoro per cui serve femminilità, tanto meno è il tipo di donna a cui piace ostentarsi. Ma anche Anita può provare dei sentimenti:
Verso Jean-Claude, il maestro della città, in un sentimento che mescola desiderio e repulsione.
Verso Richard, all’apparenza un uomo normale in un mondo fatto di mostri, qualcuno a cui donare il proprio cuore.
Verso Edward, il vecchio compagno di battaglie, per cui dovrebbe provare amicizia, ma è fermata dalla sua ossessione di uccidere.
Verso Larry, il giovane apprendista, con solo 4 anni meno di lei, ma che lei tenta, come una madre, di accudire per proteggerlo dall’oscurità, ben sapendo che non potrà mai riuscire nel compito…

Il terzo capitolo nella storia di Anita Blake si rivela il più riuscito, ma anche il più crudo e violento. Il ritmo della narrazione è perfetto. Un libro avvincente, che non richiede un grande impegno intellettuale, tuttavia capace di affascinare.
La Hamilton è bravissima nel prendersi il tempo di far notare, anche nelle situazioni più astruse, che Anita è una donna, con un cuore e una forte personalità. Che non è un Rambo in gonnella, ma un personaggio diverso, capace di sbagliare ma incapace di perdonarsi i propri sbagli.

La cornice in cui sono ambientati questa serie di romanzi diventa sempre più intrigante, sono sicuro che la Hamilton saprà stupirci ulteriormente in futuro.

Mauro Biancaniello

giovedì 23 giugno 2011

RESTI MORTALI di Laurell K. Hamilton

“Resti mortali” è il secondo libro della Hamilton dedicato ad Anita Blake (di cui già avevo parlato in passato).
Solitamente il secondo romanzo di una serie è quello più debole, qui invece si trova una piacevole eccezione. La Hamilton porta avanti i personaggi e il contesto in cui il romanzo è ambientato, stando, però, ben attenta a non annoiare troppo il lettore con quanto avvenuto in precedenza, ma spiegando (bene) la situazione in poche righe.

L’idea di base per il romanzo è, di per sé, accattivante ed esula dai soliti temi trattati in un libro horror:
Ad Anita viene chiesto di resuscitare un cadavere per una questione di eredità.
Da questo si capisce la sottile ironia che la Hamilton mischia con l’horror e le scene di azione.

Il libro scorre via velocemente, con un ottimo ritmo, e fortunatamente non si esime di mostrare sempre personaggi ben delineati ed originali.
Quello che rende speciale i libri dedicati ad Anita Blake è il fatto di inserire personaggi con molte sfaccettature in un contesto surreale, quasi onirico. La Hamilton è brava nel mostrarci come, in mondo di esseri sopranaturali, il mostro possa essere proprio l’essere umano.
Il personaggio più umano resta, comunque, Anita ; è facile provare simpatia per questa donna che affronta l’orrore con coraggio, ma anche con una sana paura. Invece di cadere nell’errore di creare una protagonista scontata, capace di affrontare con un sorriso il peggio che le può capitare, Anita spesso perde il suo sangue freddo. Quindi non una donna d’acciaio, ma una persona che può essere ferita, nel corpo come nei sentimenti.


Mauro Biancaniello

Stiamo parlando di “Resti mortali” di Laurel K. Hamilton – edito da Tea libri nella collana “Teadue”

sabato 28 maggio 2011

NODO DI SANGUE di Laurell K. Hamilton

ODIO i “libri in serie”, il pensiero di dover leggere decine e decine di libri per poter arrivare alla fine della storia mi ha sempre tenuto lontano da questa moda letteraria che tanto ha successo. Li odio a tal punto che preferisco guardarmi i film o le serie televisive tratte da queste sottocollane. E sono riuscito a tenermi lontano dai mondi di Harry Potter, Twilight e compagnia bella per anni. Non che non c’abbia provato, ma il risultato è sempre stato men che soddisfacente.
Poi, un giorno, mi trovo davanti il primo libro della Hamilton dedicato ad Anita Blake. Ne avevo sentito parlare molto bene, soprattutto per notizie provenienti dagli Stati Uniti, che parlavano di un personaggio e una trama che parevano accattivanti. Stavo per lasciarlo sullo scaffale, ma la versione supereconomica mi ha convinto e, alla fine, me lo sono portato a casa.

Dopo questa lunga premessa, parliamo finalmente del libro in questione, ovvero “Nodo di sangue”:
Fatemi dire come prima cosa che non abbiamo davanti un capolavoro della letteratura, tanto meno un caposaldo dei libri horror.
Ma ha il suo perché, anzi, ne ha tanti.
Anzitutto la protagonista è una persona che riesce ad avere paura. Non è l’eroina tutta ad un pezzo, ma un essere umano che, seppure possiede poteri straordinari, affronta un mondo che spaventa.
E poi il ritmo che la Hamilton riesce a mantenere con nonchalance per centinaia di pagine: mai banale, ricco di azione con un pizzico di introspezione. È come guardare una stagione di un (bel) serial televisivo in DVD che ti prende tantissimo: guardi il primo episodio e poi rimani incollato alla televisione fino ad accorgerti che ormai l’ora alla quale saresti dovuto andare a dormire è passato da un pezzo.
Di certo, poi, non si può non menzionare la base della trama: la protagonista è una donna capace di resuscitare i morti, che però collabora con la polizia in qualità di cacciatrice di vampiri. Ed è quindi strano che proprio lei venga incaricata dai vampiri per dare la caccia a un serial killer che perseguita la loro razza.
Ed infine, dopo la premessa di prima, voglio dire che potete stare tranquilli: il libro termina senza rimandi ad episodi futuri ed è un ottimo esempio di “libro in serie” in cui l’autrice riesce a contenere la storia in un singolo volume, senza obbligare il lettore a dover comperare il prossimo “capitolo”.

La Hamilton imbastisce una storia appassionante e ci mostra un personaggio ben cosciente di camminare in un mondo oscuro pieno di ombre, ma anche, fortunatamente, dotato di qualche spiraglio da cui, a volte, filtra una luce abbagliante.


Mauro Biancaniello

Stiamo parlando di “Nodo di sangue” di Laurel K. Hamilton – edito da Superpocket nella collana “Bestsellers”