Visualizzazione post con etichetta Charles Bukowski. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Charles Bukowski. Mostra tutti i post

martedì 27 giugno 2017

domenica 4 novembre 2012

fuori uno



conoscevo una signora che un tempo aveva vissuto con
Hemingway.
conoscevo una signora che diceva di essersi scopata Ezra Pound.
Sartre mi invitò ad andare a trovarlo a Parigi ma ero troppo
stupido per accettare.
Caresse Crosby della Black Sun Press mi scrisse dall’Italia.
il figlio di Henry Miller mi scrisse che come scrittore ero meglio di suo padre.
ho bevuto vino con John Fante.
ma tutto questo non ha alcuna importanza se non visto in chiave romantica.
un bel giorno diranno di me:
“Chinaski mi ha scritto una lettera.”
“ho visto Chinaski all’ippodromo.”
“ho guardato Chinaski lavarsi la macchina.”
tutto assolutamente senza senso.
nel frattempo, un giovane con gli occhi spiritati
solo e sconosciuto in una stanza
scriverà cose che faranno dimenticare
tutti gli altri
tranne forse il giovane che
verrà dopo di
lui.

venerdì 3 agosto 2012

cercavo solo di fare una buona azione

aveva ragione quando mi disse: “vai
con mia sorella solo perché è
più giovane di me. hai dei pregiudizi
contro le persone più vecchie e non ti piacciono le donne
grasse”.

“quando torna a casa?”le
Chiesi. “dov’è?”

“non preoccuparti di lei, adesso sono io che ti sto
parlando.
dimmi, cos’ho che non va?”

“sei troppo vecchia e sei grassa” le
dissi.

“ma lo sei anche tu” disse lei.

“io non sono grasso” dissi.

“sei sovrappeso” disse lei.

“va bene, piantala di lamentarti, forza,
scopiamo.”

“cosa hai detto?”

“mi hai sentito.”

poi restammo lì seduti senza parlare.
ammiccai verso la camera da letto un
paio di volte, ma lei se ne restò lì
seduta.

di colpo la porta si aprì e
apparve la sorella più giovane.
la sorella grassa saltò in piedi.

mi indicò.

“VOLEVA SCOPARMI!”

la più giovane mi guardò.

“è vero?”

“no” dissi, “non volevo.”

“MA SI ERA OFFERTO!”urlò la
più vecchia.

“e allora?” mi chiese la più giovane.

“è vero” dissi.

“VATTENE DA CASA MIA!”

mi alzai, varcai la porta
e il marciapiede verso la mia
auto.

“TI AVEVO DETTO CHE NON ANDAVA BENE!”
sentì urlare la sorella grassa.

“OH, STAI ZITTA!”sentii urlare la
più giovane.

salii sulla macchina e mi
allontanai.

quando arrivai a casa il telefono
stava suonando.
sollevai la cornetta, la riappesi,
e poi la sganciai.
meglio solo che male
accompagnati.



Charles Bukowski

sabato 21 gennaio 2012

Il vecchio anarchico

il mio vicino mi dà la chiave di casa sua
quando va in vacanza.

do da mangiare ai suoi gatti
gli innaffio i fiori e il
prato.

gli sistemo la posta in pila ordinata
sul tavolo della sala da pranzo.

sono lo stesso che progettava di
far saltare la città di Los Angeles
15 anni fa?

chiudo a chiave la sua porta.
percorro il vialetto davanti
mi fermo
mi stiracchio un attimo
nel tramonto pensando:
c’è ancora tempo,
c’è ancora tempo per un
ritorno sulla scena.
non ho mai fatto parte di
questa gente.

cammino sul marciapiede
verso casa

stando attento
a non calpestare
le crepe.


Charles Bukowski

lunedì 28 novembre 2011

"La grande fuga"


senti, mi disse, hai mai visto dei granchi in un
secchio?
no, gli dissi.
bé, quello che succede è che ogni tanto un granchio
si arrampica sugli altri
e inizia a salire verso la cima del secchio,
poi, proprio mentre sta per scappare
un altro granchio lo afferra e lo tira di nuovo
giù.
davvero? chiesi.
davvero, disse, e questo lavoro è così, nessuno
degli altri vuole che qualcuno se ne vada da
qui, funziona così
alle poste!
ti credo, dissi.

proprio in quel momento il supervisore si avvicinò e disse:
stavate parlando, voi due.
è vietato parlare sul
lavoro.

ero lì da undici anni e
mezzo.

mi alzai di colpo dallo sgabello e raggiunsi il
supervisore
poi lo scavalcai e mi tirai fuori subito
da lì.


fu così semplice da non crederci.
ma nessuno degli altri mi seguì.

dopo di che, ogni volta che mi concedevo zampe di granchio
pensavo a quel posto.
devo aver pensato a quel posto
forse 5 o 6 volte

prima di passare all’aragosta.


Charles Bukowski

"accettare qualunque fortuna ti capiti"

quello che devi fare è accettare qualunque fortuna ti capiti e fingerne di sapere più di quanto mai saprai.

Charles Bukowski

sabato 11 giugno 2011

"l'America al lavoro"

l'America al lavoro,
dove ti strappano fuori gli intestini
e il cervello e la
volontà e lo spirito.
ti dissanguano, poi ti buttano
via.
il sistema capitalistico.
l'etica del lavoro.
il profitto come fine.
il ricordo delle parole di tuo padre,
"lavoro duro e sarai
apprezzato"
ovviamente, solo se tu fai
molto di più di quello che ti
pagano.


Charles Bukowski

mercoledì 28 aprile 2010

E così vorresti fare lo scrittore?

if it doesn’t come bursting out of you
in spite of everything,
don’t do it.
unless it comes unasked out of your
heart and your mind and your mouth,
and your gut,
don’t do it.
if you have to sit for hours
staring at your computer screen
or hunched over your
typewriter
searching for words,
don’t do it.
if you’re doing it because you want
women in your bed,
don’t do it.
if it’s hard work just thinking about doing it,
don’t do it.
if you’re trying to write like somebody
else,
forget about it.

if you have to wait for it to roar out of you,
then wait patiently.
if it never does roar out of you,
do something else.
if you first have to read it to your wife
or your girlfriend or your boyfriend
or your parents or to anybody at all,
you’re not ready.

don’t be like so many writers,
don’t be like so many thousands of
people who call themselves writers,
don’t be dull and boring and
pretentious, don’t be consumed with self-
love.
the libraries of the world habe
yawned themselves to
sleep
over your kind.
don’t add to that,
don’t do it.
unless it comes out of
your soul like a rocket,
unless being still would
drive you to madness or
suicide or murder,
don’t do it.
unless the sun inside you is
burning your gut,
don’t do it.

when it is truly time,
and if you have been chosen,
it will do it by
itself and it will keep on doing it
until you die or it dies in you.

there is no other way.

and there never was.

domenica 21 febbraio 2010

"Perché quel Pickup"

why is it that the pickup track
carrying the loose refrigerator
on the freeway
is alwasy going between
80 and 90 m.p.h?

Charles Bukowski

sabato 16 gennaio 2010

"bruciare e distruggere concetti ordinari"

the way to create art is to burn and destroy
ordinary concepts and to substite them
with new truths that run down from the top of the head
and out from the heart.

Charles Bukowski