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giovedì 20 gennaio 2011

L’urlo del politico terrorizza anche lo spettatore

A guardare l’Italia degli ultimi mesi, a me vien da fare un proposta: mandiamo i giornalisti a far politica e i politici… bé, a far qualcos’altro.
Lo dico con spirito bipartisan, perché, volendo generalizzare, le due controparti politiche si esprimono ognuno con una sola parola: mentre la destra usa unicamente “mistificatori” la sinistra non sa dire altro se non “dimettiti”.

Apro una parentesi per spiegarmi meglio:
Una sera il Presidente del Consiglio Berlusconi si è sfogato telefonicamente a Ballarò, donando al programma diversi epiteti, tra cui “mistificatori”. Da allora ogni esponente del Pdl usa questa parola in tutte le frasi che dice (vien da chiedersi che cosa dicano al barista al mattino, spero non sia “Mistificatore, fammi un caffè.”).
Intanto l’urlo delle dimissioni è sì forte, ma anche perché intorno vi è silenzio. Abbiamo capito che tutta l’opposizione vuole che Silvio Berlusconi si dimetta, ma potrebbero essere così carini da voler dire ai futuri elettori loro che cosa faranno nel concreto qualora questo accadesse?

Chiudo parentesi e torno al discorso originario, facendo un esempio:
Stasera ad Annozero c’era un solo esponente della politica e 4 giornalisti (più uno in collegamento da Washington). Ora ci si dimentichi per un attimo che il politico in questione era l’onorevole Santanchè e che quindi ha sbraitato per 10, ma quando parlavano i giornalisti c’era un’aria diversa. Infatti fateci caso: nei talk show i politici si prendono a mazzate per ore, interrompendo l’altro, parlando a voce alta e aggredendo l’avversario con la brama di un leone. Invece i giornalisti parlano sempre con rispetto (Sì, lo so, vi sono ben note eccezioni). Certo, a volte parte la battuta, a volte l’affondo, ma sempre in modo molto “cool”, ben consapevoli che vogliono far valere la loro ragione ma che quello che è più importante è che chi è a casa che guarda vuol sentir parlare di fatti, vuol essere informato in modo completo.

Ad ogni modo stasera ad Annozero c’era l’onorevole Santanché. Come al solito ha interrotto tutti, urlando al mondo la sua versione dei fatti, aggrappandosi a fatti così remoti che per un attimo ho temuto che incominciasse a parlare della Guerra dei Cent’anni. Ci fosse una multa per chi non rispetta la libertà d’espressione, all’onorevole Santanché da domani toccava vivere sotto i ponti: Non ha dato a nessuno la possibilità di fare un ragionamento per intero. Dei toni, vi assicuro, di una violenza inaudita, violenza che dovrebbe essere bandita dal dibattito pubblico, ma di cui, purtroppo, l’onorevole in questione è solo il capo di una lunga fila di bandiere con molti stemmi.
A lei si è contrapposto il modo e i toni di Concita de Gregorio. E ancora una volta questa donna, dotata di intelligenza e garbo raro, non ha potuto terminare un ragionamento. Ricordo una sua intervista a “Parla con me” in cui Serena Dandini diceva di essere felice di poterle parlare tranquillamente, visto che, di solito, nei talk show viene sempre zittita in malo modo.
In Italia ci troviamo, a mio avviso, davanti a un sistema d’informazione televisivo in cui della politica non si può dibattere in modo civile, davanti ad una violenza che ormai ha travolto gli spettatori (ovvero gli elettori di domani) tanto da renderli assuefatti, incapaci di voler udire i VERI programmi politici dei partiti in tutte quelle miriadi di parole sparate come raffiche di mitra.

Mauro Biancaniello

giovedì 11 novembre 2010

Piccoli spettatori crescono

E diciamolo: “Vieni via con me” che batte nella gara di audience “Grande Fratello” è una figata pazzesca!!!

Significa che finalmente lo spettatore italiano ha capito qualcosa.

Ha capito che le tresche di quattro sconosciuti non valgono un bravo cantante come Daniele Silvestri che interpreta un pezzo di Giorgio Gaber o un Benigni in forma strepitosa (meraviglioso il suo discorso su Roberto Saviano), o un Roberto Saviano che ripercorre in modo appassionato la lotta di Giovanni Falcone per uscire dal silenzio in cui la malavita organizzata prospera.

Ed è ironico che proprio una trasmissione che pare osteggiata dalla dirigenza RAI abbia raggiunto questo traguardo. È un fenomeno non del tutto isolato:
“Parla con me” si difende bene, degli ascolti di “Annozero” non parliamo nemmeno da tanto che se n’è parlato in queste settimane; anche “Ballarò” e “Report” ci fanno la loro bella figura.

Ora mi si potrà opporre che i programmi da me citati sono tutti schierati.
E io vi dico: Avete ragione.
Ma non sono schierati, come si vuol far credere, a sinistra.
Sono schierati nella voglia di dare delle belle trasmissioni. L’apparente leggerezza di “Parla con me” è una piacevole ninna nanna (con una colonna sonora sempre fresca ed efficace ed ospiti intelligenti) che il giorno dopo ti fa riflettere, “Annozero” nei suoi reportage urta i nervi giusti, “Ballarò” è condotta da un professionista che svolge il suo lavoro con umiltà esemplare ed insegue il commento giusto senza guardare chi lo pronuncia. Ed infine “Vieni via con me”, che è di una raffinatezza squisita.
E aggiungo: ma se davvero sono di sinistra questi programmi, allora perché continuano ad attaccare, ad ironizzare sulla sinistra italiana durante la trasmissione?

Intanto il “TG1” cala negli ascolti. Che l’italiano sia stanco di ricevere notizie filtrate? Anche se non dovesse leggere giornali, anche se non dovesse navigare in rete, si rende conto, capitando per sbaglio sul telegiornale di un altro canale, che qualcosa al “TG1” manca.

Mi sembra accada quello che avevo smesso di sperare: che l’italiana e l’italiano medio abbiano cominciato ad intuire che un’altra televisione è possibile, che gli autori e conduttori giusti per dare vera informazione, vero spettacolo, ci siano.

E che sono più interessanti di personaggi senza arte né parte.

Speriamo che anche in RAI, che si dice abbia bisogno di soldi, si accorgano di questo e che capiscano che il pubblico (il quale genera audience e quindi aumenti di incassi da pubblicità) richiede a gran voce programmi ben fatti, non l’influenza dei partiti.


Mauro Biancaniello