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sabato 10 giugno 2017

"Tutto pronto per il gran finale, ma non si concederà il bis" (Nuovavita - 6° parte)

"Tutto pronto per il gran finale, ma non si concederà il bis"
Stavo riascoltando oggi il bellissimo pezzo di Simone Cristicchi "Il Sipario" e mi è rimasta in pressa questa frase.
Credo che sia proprio quel segno che mostra che è arrivato il mio personale finale.Il finale della Nuovavita.
Da ora in avanti non sarà più "Nuova":
Ho trovato il mio nuovo equilibrio, ho scoperto chi voglio essere, qual'è il mio mondo e chi voglio mi sia accanto.

A guardare indietro è stato un grande viaggio, circondato da decine e decine di persone, di molte emozioni (spesso non proprio belle).
Mi ritrovo un po' più solitario, un po' meno "social", molto più padre, molto più cattivo con chi lo merita, molto più capace di amare e di donare, più colto e con una gran voglia di crescere.
Questo lungo ciclo, che ho voluto chiamare "Nuovavita" l'ho salutato, senza saperlo, ieri, 10 giugno 2017.
Ora si riprende un cammino, senza etichette.
Perché alla fine di una tappa nella vita non ci si può certo fermare, ma solo prendere un attimo per respirare, guardare indietro... e poi voltarsi per proseguire.

domenica 14 maggio 2017

Il mio Social 2.0 (Nuovavita - 5° parte)

Ritrovarsi single a (quasi) quarant'anni, con tutto il mondo social che si è sviluppato nei dieci anni in
cui sono stato assieme alla mia ex (e che ho completamente ignorato nei primi due anni di mia figlia), mi ha fatto tuffare in un mare di onde: c'è un app per tutto, un social per tutti i tipi di gusti.
Il risultato è una marea di persone conosciute nel mondo virtuale, alcune delle quali sono state trasportate anche nel mondo reale.

Non stigmatizzo il mondo dei social: Prima se volevo parlare con una persona dovevo uscire ed andare al bar. Invece, onestamente, volete mettere il fatto di parlare in differita, o stare sul divano e intanto fare conversazione con tante persone?

Quindi vedo il mondo dei social come un mare fatto di un'infinità di personalità e sei tu che puoi che scegliere se farti travolgere o trovare un modo di cavalcare l'onda.

Perché, diciamocelo noi che prima questo mondo non ce l'avevamo: è una figata! Ha dentro un potenziale di condivisione, di socialità davvero enorme, un potere di aggregazione da far sognare qualsiasi partito o ideologia.

Eppure qualcosa mi strideva:
Sarà che ho una marea di amici e do' a tutti una possibilità, ma sempre più spesso mi sono trovato davanti post inutili o, cosa che non tollero, razzisti.

E ho iniziato il mio percorso di social 2.0:
Dapprima ho eliminato tutte le stronzate che non mi interessavano minimamente, aumentando, contemporaneamente, i like su pagine su cui ho solo un vago interesse.

E poi ho messo il mio credo personale nero su bianco sul mio profilo Facebook:
Sono intollerante alle intolleranze
E ho cominciato a rimuovere da Facebook le persone che pubblicano commenti razzisti. Certo, ho fatto e farò eccezioni, persone che conosco di persona e che apprezzo (anche se sono razziste, giuro che anche loro dei punti positivi).

E ho cominciato a NON rispondere ai messaggi mentre:

  • Ho mia figlia
  • Sto studiando
  • Sto scrivendo
  • Guardo un bel film
Sembrano piccole cose, ma sono tutte utili.

Certo, non escludo i social dal mio mondo... e non ho alcuna intenzione di farlo.
Ma solo che voglio che il mio Social 2.0 sia un Social ragionato, che sappia trovare un suo spazio senza invaderne altri.



martedì 31 gennaio 2017

Krieger (Nuovavita - 4° parte)

Questa Nuovavita me l'aspettavo diversa. Credevo che avrei lottato solo per mia figlia e me stesso e che avrei difeso tutto strenuamente, affidandomi a tutte le armi che so usare.
Ed invece no.
Lascio andare.
Non cerco lo sconto nella mia vita e cerco di vivere in pace col prossimo.

Prima avrei urlato, ora parlo con voce calma... ed esprimo il mio dissenso.

Perché mi scopro sempre più stanco di vivere una vita che altri hanno scelto per me. Quindi io mi adeguo per quanto possibile, mi adeguo al mondo reale e penso sempre al bene di mia figlia e al mio.
Ma non ce la faccio ad essere silenzioso.

Quando devo essere in silenzio, allora il mio sguardo è eloquente: è spento, perché ciò che guardo non ha bisogno della mia attenzione.

Mi sono stancato dell'ipocrisia, del buonismo (Grazie Polanski con il tuo "Carnage"), di adeguarmi alla massa.
Io non voglio spiccare, non voglio sembrare più intelligente.
Io voglio essere in pace e vivere la vita come la ritengo opportuna.
E questo vuol dire alzare la voce quando si vede.
Che quando in mille dicono cose che non mi piacciono, io esprimo la mia idea diversa.

Devo rendere conto unicamente a mia figlia e alla mia coscienza.

Quindi non rompetemi i coglioni.

Sono un guerriero senza armi e silenzioso.
Ma resto un guerriero.

venerdì 16 dicembre 2016

Crash & burn (Nuovavita - 3° parte)

Qualche mese fa... pochi mesi fa a dire il vero... ero arrivato ad essere talmente teso che anche se solo mi cadeva qualcosa dalle mani, iniziavo ad URLAREEEEEEEEEEEEEEEE!!!



Ebbene, nell'arco di 72 ore:
- ho scoperto di avere una piccola possibilità di essere licenziato
- una ragazza che stavo imparando a conoscere non mi ha dato grandi speranze per il prossimo futuro
- si è rotto il riscaldamento dell'automobile
- mi è rimasto in mano il pomello della doccia
- e ricordate il riscaldamento dell'automobile di cui sopra? Beh, è partito il radiatore

Quindi, visto quanto detto all'inizio, sinceramente aspettavo da me stesso di chiudermi in depressione, o urlare a squarciagola per ore, incazzandomi con il mondo...
Invece no.

Questa è la Nuovavita.
Mi ha portato a riguardare la vita come un giardino di meraviglie quotidiane da osservare.
Non vi è solo sole, vi è anche pioggia e fango. E, di certo, non invito a un dio maligno di mandarmi tutto il male del mondo, ma sono pronto a riaffrontare la vita con le sue difficoltà.

Con pazienza, autocontrollo, conoscenza dei propri limiti (e di quelli degli dèi), tanta meditazione.. e le coccole della mia micia.

martedì 13 dicembre 2016

Smile! (Nuovavita - 2° parte)


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Beh, ci siamo.
Ancora poche settimane e il 2016 è finito.
Devo dire che guardo con impazienza al 2017. Ma non perché ora sono infelice.
Certo, ho i miei cazzi...
Ma sono felice.
O meglio: sto bene.
Come non lo stavo da tempo.

Ho imparato il mio posto come padre, ho imparato a fare il padre come non sapevo avrei voluto fare.
Ho ripreso a scrivere, a leggere libri di testo, a cercare nuova musica ed ascoltare musica vecchia.
Ho imparato di nuovo a sorridere e ridere.

Ci sono i cazzi di cui sopra, sono tanti... ma si va avanti.
Porca miseria se vi va avanti!
Si va avanti sempre più velocemente.... con una bella spinta positiva!

Ed è una vita, quella mi aspetta, che non è quella che mi aspettavo.
Tolto le mie velleità artistiche.
Tolte le mie aspirazioni di lavoro.
Ho deciso sempre di più di vivere per una figlia perdutamente innamorata di sua madre.
Ho deciso di non rompere sempre i coglioni a mia madre.

Insomma, sono solo.
E va bene così.
Certo, sarebbe meglio in altro modo...
Ma se questo è quello che ora mi riserva la vita... così sia.

Ora gli obiettivi sono altri:
Far sorridere mia figlia.
Ridere io.
E basta.

Non ho bisogno di uscire (perché per farlo c'è bisogno di soldi e i soldi non ci sono).
Non ho bisogno di fare qualsiasi cosa, di organizzare alcunché.
Lascio solo che il destino muova i suoi passi e non mi chiudo ad alcunché.

Prima Sofia. Poi io.
E chissà cosa accadrà...

Un po' di sana accettazione della realtà, echecazzo.

Io leggo di chi sta davvero male, abbiamo immigrati che rischiano la vita su un barcone, abbiamo regimi totalitari...
Come diavolo faccio a lamentarmi?

Io ho poco, ma ho tutto, perché ho un tetto sulla testa e persone (tante) che mi vogliono bene.
E ho due pregi:
Non mi arrendo.
E sorrido alla vita.

sabato 9 luglio 2016

Trasloco (Nuovavita - 1° parte)

Vi è uno scaffale.
Una specie di libreria.
L'ho comperato nel 2001.
Ha 15 anni.
E' entrato con me nel mio primo appartamento.
Mi ha fatto compagnia mentre andavo a convivere con quella che sarebbe divenuta mia moglie.
E oggi l'ho smontato.
Per la seconda volta.
E venerdì prossimo lo monterò.
Per la terza volta.

Venerdì prossimo torno a vivere da solo.
Mi separo,
Cosa vuol dire separarsi?
Comincio a capire che per ognuno ha significati diversi, per me significa:
Prendersi un anno di tempo in modo che le ferite che ci siamo inferte con mia moglie possano guarire.
E questo non vuol dire che quando saranno guarite saremo assieme.
Nessuno garantisce.

E non ci sarà mia figlia. Certo, sarà la sua seconda casa, ma lei non ci sarà sempre.
E quello sarà il distacco più doloroso.
Io sono l'indipendenza fatta uomo, ma ogni minuto libero che io non scelgo di stare lontano da lei, ogni minuto che devo fare qualcosa che mi tenga lontano da lei... è uno strazio.
Immaginate ora di avere la consapevolezza che d'ora in avanti sarò a casa senza lei.
Sì, non va per niente bene...

Ma è una Nuovavita.
E deve cominciare.
Ed avrà anche questa i suoi bei momenti, ne sono certo.
Anzi, li attendo con trepidazione.

Perché i dinosauri, quando non hanno saputo evolversi, si sono estinti.