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domenica 4 settembre 2011

Recensione su "Hai smesso i pantaloni corti"

Recensione tratta dal blog Arlara del 04.09.2011

Sono molti e universali i temi che attraversano la raccolta di liriche “Hai smesso i pantaloni corti” di Mauro Biancaniello: l’amore, la memoria, la guerra, il dolore, il fulgore dell’estate, un eros fantasticato e represso in un legame concreto e maturo.

“Il ricordo è poesia e la poesia non è se non ricordo”, recitava G. Pascoli. Ed è attraverso la rievocazione di un vissuto recente, attraverso quella facoltà affascinante e misteriosa che è la memoria, che Mauro Biancaniello ci regala nel verso un flusso d’immagini, quasi fotogrammi di un film a colori. Cattura frammenti di vita quotidiana e li trasfigura in messaggi poetici, ingenui e lievi, ma palpitanti di emozioni. E così si dispiega il filo dei ricordi: dalla visione onirica della nonna, che “sale le scale del paradiso”, all’immagine dolente della madre, insieme alla quale “non ha mai distolto lo sguardo”, dai balenii luminosi di un’adolescenza svanita, insieme ai pantaloni corti ormai smessi, ai sogni dell’incerto futuro di un’età adulta.

I ricordi, “l’adolescente ritorno”, appartengono a un giovane che da poco “ha smesso i pantaloni corti”, e sta ora osservando, stupito e fiero, il proprio divenire uomo. La giacca e il pantalone lungo, stesi sul letto, sembrano diventare “una persona, un adulto”. In quel “sembrano” c’è tutta l’incertezza della crescita e il timore che la maturità porti con sé il “grigio” di un vivere senza più slanci. A questo proposito, torna più volte l’immagine dell’incrocio, del “crocevia infinito”, fatto di scelte temute e non ancora compiute, mentre certezze infantili crollano, ideali perdono consistenza, affiorano cinismo, egoismo e supponenza, per essere compresi, sublimati e rimossi, in un tempo che corre, “che non è infinito” perché “si è già dopo mai ora”.

C’è tutta la freschezza della giovane età nell’opera di questo sensibile artista, che riesce a cogliere nella realtà il segno dell’umana condizione, fatta di istanti di gioia, ma anche di un tempo che “è solo attimo da mordere”, “lacrime piante senza vergogna”: non solo, quindi, dolci nostalgie, ma anche un tuffo nel dolore, forse vissuto e non solo intuito. D’altra parte, come dice Alda Merini, la poesia nasce anche dai graffi dell’anima.

Contraddistingue la poesia di Biancaniello un’estrema semplicità, che è limpidezza e purezza di parole, sgorgate dal cuore e dalla mente così come le si sente e le si pensa. Un esempio è quel “abbiamo visto tanto” rivolto alla madre, capace di racchiudere un’intera vita di amore e sofferenze patite. E ancora il dolce commiato dalla nonna, con la terra che cade sulla bara. È un linguaggio facile ma ricercato, quello del nostro poeta; il verso si fa mezzo dell’esigenza comunicativa, di voglia di narrarsi; il ricordare è un rivedere, un rivivere, un rivisitare attimi di vita, ma è anche approccio a temi universali.

Questo giovane uomo ha una speranza, una forza tutta sua. Sa che, quando “si riesce a oscurare il proprio io per dar luce a un’altra persona”, allora, davvero, “si può dire di amare.”


Patrizia Poli e Ida Verrei

domenica 31 luglio 2011

Hai smesso i pantaloni corti

C'è voluto del tempo, ma infine mi sono deciso:
Ho pubblicato una selezione delle mie poesie, scritte tra l'inizio del 1996 e i primi mesi del 2010.

So che la poesia non vende, so anche meglio di non essere un autore di bestseller...
Proprio per questo, alla fine, ho deciso di pubblicare questo testo sotto l'ombrello protettivo di Lulu.com.

Adesso vedremo come andrà, non importa se venderò poche copie, l'importante è avere fatto un primo passo.

Se vorrete maggiori informazioni vi rimando alla pagina Facebook dedicata al libro, oppure alla scheda di Lulu.com, in entrambi i casi troverete degli estratti che ho selezionato personalmente.

Buona lettura,

venerdì 9 ottobre 2009

Omissioni - Il ballo delle mezze verità


Dopo settimane e settimane, anzi più mesi che settimane, finalmente sugli scaffali delle librerie si potrà trovare il mio primo romanzo.

È una bella soddisfazione, lasciatemelo dire.
Oggi son arrivati i libri, finalmente ho avuto in mano la versione definitiva e quindi via che si parte, ad informare tutti, a parlar con le librerie, a mandare mail... come se mi fosse nato un figlio. Ma, d'altronde, Omissioni
è, ormai, una parte di me. C'è voluto tempo per finirlo e altro tempo ancora (fortunatemente meno) per vederlo pubblicato. Sono le tre e passa di mattina, ma il sonno fatica a calmare l'anima, l'emozione è ancora alta. E un'emozione è anche la paura. Finora il mio pargolo lo conoscevano pochi, era in un ambiente protteto, al sicuro, mentre ora è stato buttato in mezzo alla gente e, si sa, la massa non ha grande considerazione degli sconosciuti. Ma la paura non mi vince, anche perché a cosa mi servirebbe una sua vittoria? Invece vado avanti, cercando di pensare positivo ma senza costruire castelli che non abbiano forti fondamenta. Vedremo che succede, son curioso. E, piano piano, anche stanco di questa lunga, intensa, bella giornata che par arrivata al termine. Chissà, forse tra poco riuscirò a dormire.

Mauro Biancaniello

Link:
Scheda del romanzo dal sito dell'editore
Il gruppo di Facebook dedicato al romanzo